C’era una volta, prima del nostro tempo, prima dell’Uomo come lo conosciamo, prima ancora di ogni dolore e amore e prima di ogni “c’era una volta”, nascosto tra i monti e le valli delle lettere dei libri ancora inesistenti, un piccolo regno, tanto piccolo da occupare un quarto di capocchia di spillo, ma al tempo stesso grandissimo, così grande da occupare un intero universo di una dimensione accanto alla nostra. Questo regno era pacifico, anche perché la guerra ancora non esisteva ed ogni (rarissima) controversia tra gli abitanti del regno veniva risolta leggendo una poesia e dandosi un abbraccio. Era il Regno delle Storie. Si, il Regno delle Storie, così chiamato perché dalle sue ricche miniere gli operosi minatori estraevano storie che poi venivano lavorate dagli operosi artigiani del regno e che infine gli operosi commercianti del regno trasportavano, attraverso il passaggio dimensionale dell’Arcobaleno, qui sulla Terra dove diventavano romanzi, racconti, fiabe e favole, storie tristi e storie d’amore, insomma, storie che coloravano il mondo e che portavano gioia agli Uomini ed al loro mondo ancora primitivo, freddo e feroce. Il re del Regno delle Storie, Karl Sozialism, che in realtà non era un vero re, ma era eletto annualmente da tutto il popolo, da tutti gli animali e da tutte le piante del regno, viveva umilmente in una casetta di campagna circondata da papaveri rossi e blu e gialli e lilla, ed era felice di vedere il regno prosperare in armonia con le Leggi dei Cosmi Riuniti e vigilava affinché il benessere equo per tutti continuasse a crescere forte e rigoglioso. Nel Regno delle Storie non c’erano poveri, o affamati o ammalati o preti o malfattori, ma solo persone felici e solidali le une con le altre e bambini schiamazzanti.

Un giorno, però, giunse nel piccolo Regno delle Storie l’emissario di un lontano e sconosciuto regno.

– Sire, buongiorno

– Buongiorno, prego, si sieda, e parli, parli pure liberamente. Cosa la porta nel mio umile regno?

– Sire, mi pregio di parlare a nome del Maestoserrimo Sovrano Imperatore Papa Duce Sua Alteccellenza Rattus Das Kapital del Nobilerrimo Regno delle Industrie…

– Non ho, ahimè, l’onore di conoscere cotanto potente regno…

– Non se ne dolga, Sire, il mio regno non è di questa dimensione…

– Ah…e, perdoni la mia curiosità, di quale?

– Il Nobilerrimo Regno delle Industrie si trova nella dimensione ombra al di sotto della dimensione che ospita il suo regno e solo recentemente, grazie ad un buco nella Membrana della Coerenza Logica siamo approdati in questa dimensione ove abbiamo sentito tanto parlare del suo regno e siamo venuti a sapere che qui esiste un passaggio verso un altro mondo chiamato “Terra”…

– Oh, capisco…sì, la Terra, un mondo posto nell’Altrove dell’Aldiqua, noi effettuiamo i salti interdimensionali grazie all’Arcobaleno…

– Grazie a…l’Arcobaleno?

– Beh, si, un Arcobaleno è un arco, in origine bianco ma oggi è di sette diversi colori a causa delle scorie rilasciate dai vari generi di storie che trasportiamo per mezzo di esso sulla Terra…ma, piuttosto, mi dica, come mai ho l’onore di ricevere un emissario del Regno delle Industrie?

– Il Nobilerrimo Regno delle Industrie, comunque… dicevo, il Maestoserrimo Sovrano Imperatore Papa Duce Sua Alteccellenza Rattus Das Kapital, che mi pregio di servire, gradirebbe stipulare con il Regno delle Storie un trattato…

– Un trattato…?

– Si, un trattato, un’alleanza. Vede, Sire, il suo regno esporta storie artigianali di pregevole fattura ma poche, insufficienti a soddisfare la richiesta del mercato. Alleandosi con il Nobilerrimo Regno delle Industrie, invece, questo problema sarebbe superato, con ampio profitto per entrambe le parti…

– E come?

– Molto semplice, Sire. Grazie alle nostre molteplici infinità di industrie industriose noi possiamo lavorare enormi enormità di quantità di storie estratte dalle sue miniere, che lei, gentilmente, ci darà in concessione perpetua, e rivenderle poi a prezzi stracciati sul mercato degli Umani che, mi pare di aver capito, ne hanno un gran bisogno…

– Mmm ma guardi, veramente…

– Ma si, Sire, ci pensi, lavoro salariato in abbondanza nel suo regno, storie per tutti i gusti e in gran quantità, produttività e profitti…Un’occasione imperdibile, Sire.

– Guardi, Eminentissimo Emissario, dica pure al Suo Signore che il Regno delle Storie non è interessato a questo tipo di proposte che vanno ad intaccare il nostro stile di vita semplice e, infine, felice.

– Allora, Sire, è mio dovere consegnarLe questo plico.

– Cos’è?

– La dichiarazione di guerra. Da questo momento, Sire, mi duole annunciarLe che Lei ed il suo regno siete ufficialmente considerati un territorio da annettere al Nobilerrimo Regno delle Industrie. Buona giornata, Sire.

E così, due giorni dopo, appaiono all’orizzonte le possenti armate del Nobilerrimo Regno delle Industrie. Milioni di enormi e neri topi morti urlanti sotto migliaia di bandiere grigie e verdi avanzano a passo di danza sulle note di “Felicità” di Gabry Ponte verso il pacifico Regno delle Storie. A questo punto il re Karl Sozialism convoca i suoi generali.

– Signori, il nemico è alle porte.

– Quali sono gli ordini, Sire?

– Resistere. Sparate la Toccata e fuga in Re minore di Bach a tutto volume.

– Sire, abbiamo solo 94 bpm! Sono troppo pochi, non riusciamo a contenere il nemico!

– Allora, signori, è giunto il momento di usare l’arma innominabile…

– Ma, Sire, non vorrà mica usare…?

– Ebbene si, signori. Fate suonare a tutto volume “Bla bla bla” di Gigi D’Agostino.

– Possa dio avere pietà di noi…

*A a ben/Warem a ben ben/Warem ben ben ben/Warem a wa two ben ben*

– Allora, signori, il nemico che fa?

– Sire Sire, il nemico contrattacca! Cristoddio!

– Che succede???

– Ci bombardano con musica napoletana…

– …

– “Nata vota” di Niko Pandetta…

– …

– La versione remix!

– Signori, non possiamo vincere questa guerra ed è nostro preciso dovere risparmiare al popolo ulteriori sofferenze e atrocità. Fate suonare il Requiem e alzate la bandiera bianca. Ci arrendiamo senza condizioni.

Tutti gli altoparlanti e le casse e le radio suonano il Requiem, e le bandiere bianche svolazzano ovunque. Il Regno delle Storie si arrende. Nelle strade dilagano gli enormi e neri topi morti delle armate del Regno delle Industrie. Il re Karl Sozialism e i suoi generali vengono impiccati ma, attenzione, nella dimensione del Regno delle Storie non esisteva la morte, e allora vengono serviti, adeguatamente conditi, cucinati e sfumati, come portata principale al Gran AperiPranzoCena della Vittoria e mangiati. E subito dopo, però, si provvide a trasportare dalla dimensione ombra grandi quantità di casse di semi di sonno eterno da piantare nel regno appena conquistato così da sopperire alla mancanza della morte.

E infine si radunò tutto il popolo e dalla torre più alta della capitale un enorme topo bianco con gli occhi rossi parlò.

– Popolo! Mi pregio di parlare a nome del Maestoserrimo Sovrano Imperatore Papa Duce Sua Alteccellenza Rattus Das Kapital del Nobilerrimo Regno delle Industrie ed ho l’onore di informarvi che da questo momento voi siete liberi!

Brusii misti a silenzio da parte del popolo.

– Popolo! Da questo momento tutti i lavoratori avranno un salario…

– Un salario?

– Si popolo, un salario, cioè un corrispettivo in denaro proporzionale alle ore di lavoro che giornalmente farete.

– Denaro?

– Si popolo, con il denaro potrete acquistare beni e servizi.

– Ma prima non ci serviva questo denaro, perché adesso serve?

– No popolo, prima non serviva il denaro perché tu, popolo, vivevi nell’ignoranza e nello sfruttamento e nei falsi miti che i malvagi governanti di ieri ti inculcavano. Da oggi, invece, chi lavorerà di più avrà più denaro, e chi avrà più denaro potrà acquistare più beni e servizi e chi avrà più beni e servizi sarà più felice. Basta con gli oziosi e i nullafacenti. Finalmente ognuno di voi potrà adesso dimostrare il proprio valore e partecipare così alla costruzione di una grande democrazia!

– Democrazia?

– Si popolo, democrazia, una parola che deriva dal greco antico, una lingua che ancora non è stata inventata e che significa: δῆμος, démos, “popolo” e κράτος, krátos, “potere”, quindi potere al popolo, a voi, ecco quello che i vecchi tiranni che prima vi dominavano vi hanno sempre tenuto nascosto. Il potere, popolo, ti appartiene.

– Cioè governeremo noi?

– Certo popolo, ma, ovviamente, la maggior parte di voi sarà impegnata a lavorare per guadagnare denaro necessario per acquistare beni e servizi per essere felici e quindi non avrete tempo da perdere con il governo del regno. Però voterete, ogni tanto, e deciderete, tramite il vostro voto, chi sarà delegato a rappresentarvi.

– E possiamo tutti essere delegati?

– Certo popolo, ma, ovviamente, la maggior parte di voi sarà impegnata a lavorare per guadagnare denaro necessario per acquistare beni e servizi per essere felici e quindi solo quelli che tra di voi saranno più ricchi, e quindi che non hanno più bisogno di lavorare, potranno accedere al governo.

– E come si diventa ricchi?

– Lavorando, lavorando ancora e ancora lavorando, risparmiando, poi acquistando terreni, un pezzettino oggi, uno domani e così via fino a quando non si avranno grandi latifondi, e allora poi assumere lavoratori per rendere produttivi i terreni e continuare a lavorare e a risparmiare per poi acquistare fabbriche, e negozi e tutto quello che può essere acquistato e continuando ad assumere lavoratori e infine giocare in Borsa e speculare su quale sarà in futuro il prezzo di un determinato bene o servizio…come puoi vedere, popolo, diventare ricchi è facile, devi solo volerlo ma, soprattutto, lavorare, lavorare ancora e ancora lavorare e facendo attenzione a non farsi spaventare dai sindacati.

– Cosa sono i sindacati?

– Niente di cui preoccuparsi, sono solo dei mostri presenti in alcune vecchie favole che le madri del Regno delle Industrie raccontano ai figli la sera per farli addormentare. Non se ne vedono più da tempo ormai ma, qualora doveste avvistarne uno, comunicatelo al vostro padrone. I padroni vi proteggono.

Brusii misti a silenzio e a qualche applauso da parte del popolo.

– E adesso, popolo, a lavorare!

E il popolo andò a lavorare. E aumentò la quantità di storie estratte dalle miniere e nacquero le industrie per raffinare le storie grezze estratte nelle miniere e sparirono gli artigiani e apparvero gli operai e i negozi dove gli operai potevano usare il denaro del salario per acquistare beni e servizi e alcuni si arricchirono e si iniziò a parlare di classi sociali e poi arrivò anche la religione del Grande Dio Topo Morto e si innalzarono altari e cattedrali in onore del Grande Dio Topo Morto dove si predicava l’etica del lavoro e il valore del denaro e si prometteva il paradiso (fiscale) agli industriali e l’inferno ai cattivi operai e arrivarono i poveri e gli affamati e gli ammalati e anche i malfattori e il popolo conobbe l’invidia e il sospetto e l’egoismo e i bambini smisero di schiamazzare nell’alternanza scuola/lavoro e furono costruite le prigioni e i manicomi e si disboscarono le foreste e si prosciugarono i laghi e si sventrarono montagne per costruire nuove miniere e si estinsero i papaveri rossi e blu e gialli e lilla ma i padroni vigilavano e i mostri chiamati sindacati non si videro mai.

– Signore, il controllo del Regno delle Storie è completo.

– Bene, bene, come procede l’estrazione delle storie?

– Tutte le miniere sono operative e abbiamo incrementato i turni di lavoro da 12 a 38 ore.

– E la raffinazione?

– Abbiamo 7 nuove raffinerie, con un aumento del raffinato del 91% su base annua.

– Molto bene, e il mercato sul mondo chiamato Terra come procede?

– Bene Signore, tuttavia sembrerebbe essere un mondo primitivo e, secondo i nostri esperti di analisi intereconomica, a breve potrebbe essere saturo. Necessitiamo di nuovi sbocchi commerciali, Signore.

– Dobbiamo aumentare la recettività del mondo chiamato “Terra”…è esportabile il capitalismo in quella dimensione?

– Sì Signore, tuttavia è un mondo ancora troppo primitivo e privo di infrastrutture di base, esportarvi il modello economico del Regno delle Industrie potrebbe non essere così semplice.

– Capisco. Ma non possiamo rischiare una crisi economica, ci servono assolutamente nuovi mercati, e se non esistono, allora crearli. Preparate l’Arcobaleno, è giunto il momento di andare sul mondo chiamato “Terra”.

INTERMEZZO

Intanto, mentre le armate dei topi morti del Nobilerrimo Regno delle Industrie si preparano all’invasione, sulla Terra, decine di migliaia di anni dopo gli eventi qui narrati, in una nazione ipotetica e in un tempo liquido, nel centro di una città a forma di cuore c’è un enorme grattacielo di cristallo a forma di freccia. É la sede centrale della Fabbrica Italiana Automobili Panda (FIAP), un’industria che gode dei finanziamenti dell’ONU e del WWF e che si occupa della preservazione dei Panda. Da quando era nata, la FIAP aveva prodotto e venduto milioni di esemplari di Panda, scongiurandone così l’estinzione, tanto che, ormai, il simbolo del WWF non è più un Panda ma un precario dell’Università. E questo, per la FIAP, è un problema perché rischiano di venire meno i miliardi di milioni di miliardi di sovvenzioni che annualmente riceve per la tutela e la produzione dei Panda. E così, nella notte tra il 2 ed il 3 di maggio di un anno qualsiasi, è convocata una riunione d’urgenza del reparto marketing.

– Signori, buongiorno. Prego, prendete posto. Avete tutti il caffè? si? bene, possiamo iniziare allora. Passo la parola al dottor Farafulla del reparto Sociologia dei comportamenti degli acquirenti.

– Ecco, si, grazie, salve…ehm…dunque, si, il mio reparto si occupa, appunto, di studiare, analizzare e produrre modelli comportamentali a medio-lungo temine in grado di prevenire le propensioni all’acquisto degli utenti e, in quanto la Sociologia è una scienza esatta, i nostri modelli sono anche abbastanza affidabili…

– Affidabili quanto?

– Diciamo, indicativamente, con un grado di accuratezza tra il 15 ed il 21%.

– Ah…Bene bene, vada avanti.

– Ehm si, dunque, dicevo…come sicuramente tutti saprete, l’ONU ha definitivamente dichiarato il Panda non più a rischio d’estinzione e, contestualmente, l’altro nostro grande finanziatore, il WWF, ha modificato il suo logo inserendovi un precario dell’Università. Ora, diciamo che questo non sarebbe un male per noi in quanto, qualora decidessimo di aggiornare i nostri modelli di produzione dai Panda ai Precari dell’Università, dovremmo, semplicemente, andare ad aggiungere una U al nostro marchio, ecco una slide.

Sullo schermo viene proiettata un’immagine con il progetto del logo della Fabbrica Italiana Accessori Precari dell’Università (FIAPU).

– Tuttavia, signori, i nostri analisti sociologici ci informano che il Precario dell’Università non è un modello user-friendly, tutti i nostri test condotti su campioni selezionati di consumatori hanno evidenziato che il Precario dell’Università è un concetto che intristisce gli acquirenti, li spinge a farsi delle domande scomode, stimola un fastidioso pensiero critico e, in definitiva, affossa i consumi.

– Proprio quello che temevamo. Dobbiamo assolutamente evitare che questo avvenga e trovare un modo per, diciamo, ringiovanire l’immagine del Panda, dargli nuova freschezza, continuare a far si che venga percepito come un qualcosa di ancora essenziale. A tal proposito passo la parola al dottor Antani del reparto SocialMediaMarketing.

– Grazie, grazie. Dunque, signori, la questione è semplice. Dobbiamo puntare tutto sull’esperienza utente. Continuare a far percepire le nostre Panda come dei prodotti non costruiti per il consumatore ma intorno ad esso. Un prodotto, insomma, in grado di far sentire ogni singolo utente come il centro di un suo personalissimo e bellissimo mondo.

– Interessante. E come intendete realizzare tutto ciò?

– Semplice. Ponendo sotto una nuova luce aspetti prima poco considerati o aggiungendone di nuovi.

– Interessante. Ad esempio?

– Ad esempio, le nostre Panda hanno, da sempre, un problema di precoce sbiadimento della vernice. Ecco, la nostra idea sarebbe quella di far uscire le nostre Panda dalla fabbrica con la vernice già sbiadita e presentarla come una nuova tonalità in grado di far distinguere il compratore dalla massa grazie a questi nuovi color pastello sbiaditi che vanno a rappresentare le tonalità lievi dell’animo di chi guida.

– Geniale! Poi?

– Ecco, le nostre Panda hanno sempre avuto dei problemi alla centralina elettrica con conseguenti malfunzionamenti ai fari… Ecco, noi pensavamo che si potrebbe far passare questi malfunzionamenti come una deliberata scelta aziendale…

– Cioè, l’azienda sceglierebbe consapevolmente di non far funzionare i fari nelle proprie auto? Non mi sembra una cosa molto sensata a dire il vero…

– Ma invece si, l’azienda decide di non far funzionare i fari perché, caro utente, quanto è bello ogni tanto, soprattutto la notte, spegnere le luci della contemporaneità frenetica e tornare ad ammirare quanto di bello la Natura ci offre? Compra una Panda e quando guidi noi ti spegniamo le luci così puoi ammirare le stelle!

– Geniale! Poi?

– Ecco, vorremmo poi che su ogni Panda venisse installata una radio, ma senza bottone ON/OFF…Perché la musica è vita, e la FIAP lotta per la vita e non vuole che si spenga.

– E poi? E poi?

– Ecco, poi vorremmo che nel lettore CD di ogni Panda si inserisse un…

– Fermo. Come un lettore CD? Non si utilizzano più da anni…

– Esatto. Perché mentre la tecnologia corre avanti la Panda invece si sofferma con chi è rimasto indietro, lo prende per mano, lo conforta, e lo accompagna al traguardo.

– Geniale! Poi?

– Ecco, dicevo, in ogni lettore CD dovrebbe essere inserito un cd con i più grandi brani sconosciuti degli 883.

– Ehm…perché proprio gli 883?

– I ragazzi del reparto SocialMediaMarketing hanno estratto a sorte e sono usciti loro.

– Ah…bene, e mi dica, perché i brani sconosciuti? Non sarebbe meglio un greatest hits?

– Assolutamente no. Perché vede, i greatest hits li conoscono tutti, sono brani talmente tanto famosi che ormai alle parole non ci si presta più attenzione, scivolano via come acqua fresca e non lasciano traccia alcuna. Insomma, mancano della poesia della scoperta. Invece, i brani sconosciuti costringono i nostri utenti a domandarsi: “Dio, che canzone è? Di cosa parla?”. Ecco, perché vede signor Direttore, noi crediamo che, in fondo ogni nostro utente, abbia bisogno di dolcezza. E noi gliela forniremo. Perchè, caro utente consumatore e guidatore di Panda, tu per noi sei come una canzone che non conosce nessuno e che va ascoltata più volte per poterne comprendere appieno la profondità.

– Geniale! a Tal proposito, c’è una canzone degli 883 e che mi sembra faccia proprio al caso dei nostri utenti… fa più o meno così…

e sarebbe bello se adesso a casa ci fossi tu

con un bacio dormi se no domani non ti alzi più

ma purtroppo no (purtroppo no)

i pensieri vagano (vagano)

su quest’auto grigia

con dentro me

e non dormo no (non dormo no)

i pensieri vagano (vagano)

su quest’auto grigia

con dentro me.

– Bello, mi piace! Lo inserisco subito nelle proposte da inviare alle teste creative del reparto PubblicitàEtSimilia.

– Bene. Allora, signori, direi che la riunione è conclusa. Adesso scusate ma vado di fretta, mi aspetta un’altra riunione con quelli del reparto Manutenzione, abbiamo un’infestazione di topi da risolvere.

FINE INTERMEZZO

– […], preparate l’Arcobaleno, è giunto il momento di andare sul mondo chiamato “Terra”.

– Subito, Grande Topo Bianco dagli Occhi Rossi. Faccio preparare la Grande Armata?

– No, Generale Mickey Rat, mandiamo degli esploratori, abbiamo bisogno di maggiori informazioni.

E così mille tra i topi morti più scaltri avanzarono verso il portale dimensionale dell’Arcobaleno che, portato alla massima potenza per consentire il passaggio verso il mondo chiamato “Terra”, iniziò a vibrare emettendo note di organo e a lanciare lampi di luce luminosa e solida come neve in ogni direzione.

– Andate, figli del Grande Dio Topo Morto! A noi il profitto!

– A Noi! A Noi A Noi

Gli esploratori salirono sull’Arcobaleno che iniziò a ruotare vorticosamente fino a quando i colori non si fusero in un unico bianco sempre più luminoso fino a quando non esplose in incommensurabili frammenti di solido colore infinito che in pochi secondi si dissolsero nell’aria come soffioni accarezzati dal vento.

Meno di un respiro dopo, gli esploratori topi morti giunsero sulla Terra, da qualche parte a est della città sumera di Uruk.

– Soldati, avviciniamoci a quelle capanne laggiù a nord.

Ma avvicinandosi capirono che qualcosa non andava. Le capanne erano grandi, sempre più grandi, e quando vi furono giunti videro che essere erano effettivamente enormi. Poi, da una delle enormi capanne, uscì un essere umano, enorme anch’esso che, alla vista di tutti quei topi iniziò a emettere urla e grugniti incomprensibili.

– Daĝal-la kur-ra la-ba-an! (Maledetti figli degli inferi)

Il capo degli esploratori provò a comunicare con l’uomo ma presto si accorse che neanche lui veniva compreso

– Squit squit squit! (Inchinati, misero essere!)

– Ki mu nu-gub! (Moglie, porta la mazza!)

– Squit squit squit! (Ehi, ma non ci capisci?)

– La kur-ra la-ba-an? (Dov’è la gatta?)

– Mmmiaaaaooo (La ceeeeena!)

– Squit squit squit squit squit squit?! (E adesso chi è questo mostro con i denti aguzzi?!)

– Abul-la dili ba-ra! (Vai Geštinanna, uccidili!)

– Mmmiaaaaooo miaoooo miao! (Coooorrrooo umano, corro!)

– Squit squit squit squit! Squit squit (Ritirata maledizione, si salvi chi può! Tutti al portale)

E così, a stento, i pochi sopravvissuti riuscirono a fare ritorno nel Regno delle Storie.

– Esploratori, bentornati! Ma…come mai in così pochi?

– Grande Topo Bianco dagli Occhi Rossi, in mondo chiamato “Terra” è un posto infernale, abitato da giganti che parlano una lingua sconosciuta ed è protetto da feroci mostri pelosi con i denti aguzzi che fanno “Miao”.

– Mmmh, questi esseri umani saranno anche primitivi ma forse li abbiamo troppo sottovalutati. Dobbiamo agire diversamente. Si convochi il Generale Mickey Rat.

– Comandi, Grande Topo Bianco dagli Occhi Rossi!

– Benvenuto, Generale. É giunto il momento di scatenare tutte le nostre forze contro quell’insolente mondo chiamato “Terra.

– Subito, Grande Topo Bianco dagli Occhi Rossi. Faccio preparare la Grande Armata?

– Proceda.

E dunque la Grande Armata dei topi morti fu pronta, i tamburi iniziarono a battere il tempo e al passo di “Thunder” di Gabry Ponte milioni e milioni di topi morti avanzarono verso il portale dimensionale dell’Arcobaleno che, portato alla massima potenza per consentire il passaggio verso il mondo chiamato “Terra”, iniziò a vibrare emettendo note di organo e a lanciare lampi di luce luminosa e solida come neve in ogni direzione.

– Grande Topo Bianco dagli Occhi Rossi, la Grande Armata è pronta, attendiamo il suo ordine.

– Bene, Generale Mickey Rat, a nome del Maestoserrimo Sovrano Imperatore Papa Duce Sua Alteccellenza Rattus Das Kapital del Nobilerrimo Regno delle Industrie io vi ordino di attraversare il passaggio, colonizzare e conquistare il mondo chiamato “Terra” e lì instaurare il dominio del Sacro Capitalismo secondo i Comandamenti del Grande Dio Topo Morto. Gloria al profitto!

– Gloria al profitto! Gloria al profitto! Gloria al profitto!

E di nuovo l’Arcobaleno ruotò, e lampi di luce, e bagliori sconfinati ed esplosioni di colore infinito e, un battito di cuore dopo, la Grande Armata giunse sulla Terra. Da qualche parte nell’altopiano della Mongolia.

– Bene soldati, conoscete il piano. Disperdetevi in ogni direzione e fermatevi solo là dove trovate insediamenti umani. Agite di notte, infettate tutto e fate attenzione ai mostri coi denti aguzzi. A noi il profitto!

– A Noi! A Noi A Noi

Era il 1346, l’anno della Peste nera. Duecento milioni di morti in sette anni. Ma l’Uomo, nonostante tutto, sopravvisse. E si riorganizzò. L’attacco della Grande Armata dei topi morti era fallito, e non gli restò altro da fare che ritornare nel Regno delle Storie.

– Generale Mickey Rat, bentornato! Quali notizie dal mondo chiamato “Terra”?

– Cattive notizie, Grande Topo Bianco dagli Occhi Rossi, la Grande Armata ha fallito. L’Uomo ha resistito al nostro poderoso attacco, si è piegato si, ma è sopravvissuto.

– Mmmh, questi esseri così primitivi forse li abbiamo troppo sottovalutati. Dobbiamo agire diversamente. Si convochi il Grande Chimico Sorcino.

– Eccomi, Grande Topo Bianco dagli Occhi Rossi, al vostro servizio.

– Buongiorno, Grande Chimico Sorcino. Come sicuramente saprà abbiamo provato a sottomettere gli essere umani usando la forza bruta e abbiamo fallito. Serve un altro approccio, più sottile.

– Come posso servirla?

– Dobbiamo avvelenare le storie che quotidianamente scarichiamo nel mondo chiamato “Terra”

– Avvelenarle?

– Si, Grande Chimico Sorcino. Lei dovrebbe preparare un estratto di capitalismo e liberismo e inserirlo nel nucleo più profondo di ogni storia inviata su quel mondo di esseri primitivi così che…

– …ingerendo le storie ingeriranno inconsapevolmente anche i sacri principi del capitalismo e del liberismo! Geniale! Provvedo immediatamente!

E così i laboratori chimici sorcini produssero i letali distillati di capitalismo e liberismo e le raffinerie li inserirono nelle loro storie in una soluzione al 5%. Sarebbero passati anni, secoli forse, ma alla fine il veleno avrebbe saturato la mente dell’Uomo. E, infatti, così fu. Il Rinascimento, la modernità con le sue scoperte geografiche, l’Illuminismo, la Rivoluzione francese e poi l’Ottocento e le Rivoluzioni industriali, la spoletta volante, le macchine a vapore, l’industrializzazione, gli operai, lo sfruttamento, il carbone, il lavoro minorile e femminile, le speculazioni e il profitto e il colonialismo e…e… Il capitalismo aveva attecchito. E continuò a prosperare per decenni, ma più esso avanzava più si manifestava, negli esseri umani, un pensiero contrario per idealità e uguale per forza e che venne chiamato “Socialismo”.

– Grande Topo Bianco dagli Occhi Rossi, abbiamo un problema.

– Che succede?

– Sul mondo chiamato “Terra” il capitalismo avanza ma non vince. Gli Umani ci contrastano con un qualcosa chiamato “Socialismo”, una specie di anticorpo alla nostra egemonia completa.

– Come è possibile??

– Abbiamo sottoposto il quesito ai nostri esperti di Dinamiche sociologiche interspecie trasdimensionali e secondo il loro rapporto la causa di questa resistenza sono…le storie.

– Le storie?

– Si, Grande Topo Bianco dagli Occhi Rossi, le storie, anche con la soluzione al 5% di capitalismo e liberismo, permettono agli esseri umani, nonostante tutto, di usare l’immaginazione e continuare a sognare e a intravedere la possibilità di un mondo diverso da quello che noi stiamo plasmando.

– E che allora si aumenti la percentuale di capitalismo e di liberismo disciolta nelle storie!

– Impossibile, il 5% è la quantità massima possibile, anche un punto percentuale in più renderebbe le storie indigeribili e, quindi, inutili allo scopo.

– E allora si blocchi immediatamente il trasferimento di storie sul mondo chiamato “Terra”

– Ma…è la nostra principale fonte di profitto!

– Lo so, ma ormai siamo in guerra con quell’ostinato mondo, e questo è un piccolo sacrificio che dobbiamo fare per la gloria e la supremazia dei nostri sacri ideali. Spegnete l’Arcobaleno.

– Obbedisco, Grande Topo Bianco dagli Occhi Rossi.

E così l’Arcobaleno fu spento e le storie cessarono di arrivare sulla Terra, e qui tutto si fece grigio, il cielo, le persone, le stelle, tutto. Si smise di sognare e i mari smisero di essere agitati e le canzoni furono dimenticate e la Luna smise di parlare agli innamorati e i vivi iniziarono ad assomigliare ai morti. Il Regno delle Industrie aveva vinto.

– Grande Topo Bianco dagli Occhi Rossi, grandi notizie! La Legge del Grande Dio Topo Morto ha trionfato, il mondo chiamato “Terra” è stato sconfitto!

– Bene! Bene! Il Maestoserrimo Sovrano Imperatore Papa Duce Sua Alteccellenza Rattus Das Kapital già da tempo attendeva questo glorioso giorno. É giunto il momento che Egli in persona venga a prendere possesso del suo nuovo feudo.

E così giunse dalla dimensione ombra del Regno delle Industrie il Maestoserrimo Sovrano Imperatore Papa Duce Sua Alteccellenza Rattus Das Kapital.

– Benvenuto nel Regno delle Storie, o Sommo Profittatore!

– Grazie, Grande Topo Bianco dagli Occhi Rossi. Hai agito bene, sarai adeguatamente ricompensato. Adesso, riattivate il portale dell’Arcobaleno, desidero visitare il mio nuovo possedimento che mi dicono chiamarsi “Terra”.

– Subito, o Eccelso Capitalista su tutti gli Eccelsi Capitalisti.

E di nuovo l’Arcobaleno ruotò, e lampi di luce, e bagliori sconfinati ed esplosioni di colore infinito e, un tintinnio di moneta dopo, l’Immondo Sovrano del Regno delle Industrie Rattus Das Kapital giunse sulla Terra. A pochi centimetri dalla ruota di una Panda delle industrie FIAP in manovra e, due secondi dopo…

SPLAAAT!

*notifica di messaggi*

  • AHHHHHHHH!!!!
  • AHHHH! Che è successo!!!
  • Oltre al caffè demmerda ho pure schiacciato un topo con la ruota e adesso ce l’ho tutto spiaccicato accanto alla portiera e sto già pensando che al ritorno dal lavoro me lo troverò ancora qui, visto che è morto…
  • Ahahah i tuoi buongiorno sono sempre i più belli!
  • La soluzione è che qualcuno mi sposti la macchina…
  • O che il signor topo abbia il buon senso di spostarsi da solo…
  • No, io lo guardo ma lui continua a rimanere là spiaccicato…
  • Ahahah adesso servirebbe un cavaliere pronto a sacrificarsi per salvare la donzella in difficoltà dalle grinfie non di uno spaventoso drago sputafuoco ma da un topino morto!
  • Eh, ma che ne sai tu, magari era un topo malvagio…
  • Si, magari il re del regno dei topi che era venuto qui per sottometterci…

I due ragazzi avevano iniziato a raccontare una storia. E mentre lo facevano, lentamente, intorno a loro si riaccesero i colori e più i colori si diffondevano più altre persone iniziavano a raccontare storie e più storie si raccontavano più il grigio dal mondo spariva. E le stelle si riaccesero, e il cielo tornò a brillare e la luna sorse a sopra il cielo di ogni città e le onde ripresero a spumeggiare e i cuori tornarono a battere e quel giorno nessuno andò a lavorare ma si ritrovarono tutti in riva al mare ad amare sotto un cielo stellato illuminato da un Arcobaleno di mille colori e di infinite note.

Iniziava un’altra storia.

Iniziava la loro storia.