Benvenuti nell’Universo di Solenyaar.
In questo blog troverete tutti i racconti passati e futuri che andranno a formare un quadro d’insieme del mio mondo immaginario.
Certo, è un lavoro in corso, tante cose potrebbero sembrare strane e piene zeppe di buchi di trama, ma lentamente cercherò di dare un senso e una logica a tutto.
A parte i racconti, vi invito a visionare i contenuti “bonus” nella sezione Universo Solenyaar.
“C’era una volta, in un tempo che precedeva il tempo, un mondo dove il sapere era un mare calmo e infinito. In quel mondo nacque la Gilda delle Scienze, un’alleanza di studiosi, poeti, artisti e maghi della logica, decisi a intrecciare la ragione con il sogno. Dalla Gilda sorse Lumenia, la Città-Laboratorio, un luogo dove le idee danzavano come scintille di fuoco e ogni pensiero si poteva toccare con mano. Ma un giorno, dal cuore pulsante di quel mondo, emerse un frutto straordinario: il Melograno. Non un frutto qualunque, ma un marchingegno magico, il M.E.L.O.G.R.A.N.O., che poteva spezzare il tempo e farlo ondeggiare come un’eco infinita di storie possibili. Quel giorno fu l’Anno Zero, il giorno in cui il mondo cambiò per sempre. Prima del Melograno, il tempo scorreva lento e lineare: era l’epoca chiamata AM, Ante Melograno. In quel tempo, la Gilda e i Laboratori IRIS custodivano il segreto del sapere libero, senza catene né mercati. Dopo il Melograno, il tempo si fece fluido e misterioso: PM, Post Melograno, un tempo in cui la realtà si spezzò in mille frammenti e le narrazioni si moltiplicarono come stelle nel cielo. La Chiesa del Sacro Cuore della Produttività, che aveva tentato di ingabbiare il tempo in righe e numeri, vide il suo impero dissolversi come nebbia al mattino. In quelle nuove ore senza scadenze, nacquero i Ribelli della Lentezza: custodi del respiro, della pausa, dell’incanto del nulla. Tra loro spiccava il Gatto Anarchico, la cui zampa tracciava spirali di libertà sul codice del mondo. Secoli dopo, dalle rovine di Lumenia, sorse Solaria, una città diversa, fatta di ombre e luce, un’eco sussurrante di ciò che era stato e di ciò che potrebbe ancora essere. Così il tempo, da linea retta, si fece onda. E ogni racconto, ogni vita, ogni sogno, si specchia in quell’infinito fluire, dove ogni storia è un seme pronto a sbocciare.“
(Frammento LUX-AM3472-AUR-Φ17 dal Grande Archivio Perduto)
